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Una competizione virtuosa senza protagonsismi.


citera finale2008-0004Il Citerà,  attraverso un gioco a squadre, con tanto di gare, regole, libertà creativa e tecniche teatrali, stimola produttivamente  tutti i giovanissimi partecipanti ad approfondire il programma scolastico, la materia prima, divertendosi.
Sono gli / le Insegnanti che indicano i punti delle materie e degli argomenti che ritengono necessario inserire nelle gare, al fine di avviare senza sforzi un lavoro supplementare di studio e ricerca, o di ripasso.  

Diverte e aiuta anche il corpo docente.
L’insegnante si troverà nei panni dell’allenatrice/allenatore, dell’arbitro oppure del tifoso o della tifosa, in ogni caso coinvolto. Certamente troverà molti altri validi aiuti al suo lavoro, come la possibilità di valutare meglio ed incentivare il rapporto virtuoso di causa/effetto tra ciò che s’insegna e ciò che i ragazzi apprendono; o di scoprire qualità celate dei suoi allievi, sulle quali potrà più facilmente far leva per migliorarne la resa scolstica.

Agonismo virtuoso e condivisione.
Il tutto avviene spontaneamente, perché gli allievi percepiscono subito che stanno finalizzando i loro sforzi verso qualcosa di gradito ed eccitante. Il piacere del gioco di squadra si sviluppa rapido in quanto diventa indispensabile riconoscere al più presto le qualità dei compagni, vedendo altrettanto rapidamente riconoscere le proprie. La spontanea evoluzione dei ruoli e delle proprie capacità si compensano, si integrano. Limiti e pregiudizi, nei propri confronti o nei confronti degli altri, si ridimensionano per il raggiungimento dell’obiettivo, del bene comune.

Nessuno è escluso e si impara a misurarsi senza il timore di sfigurare.
Nel complesso si tratta di un vero e proprio 'Incontro Sportivo' dove le squadre non si dovranno produrre in una mera performance di ‘Talenti’, artistici o scolastici. La sfida si svolge tramite l’improvvisazione teatrale, è vero, ma si vince solo se si rispetta il tema della gara, i tempi di esecuzione e le regole. La parte artistica assume il ruolo di ‘veicolo’, di ‘confezione’, non è prioritaria, sebbene possa essere premiata.
Come non vince una squadra che si affida solo al compagno o alla compagna divertente, alla secchiona o al secchione di turno.
È la chiave di volta del progetto: rendere “piacevolmente necessario” studiare e condividere con i compagni ciò che si è imparato e le idee. L’empatia la fa da padrona e presto si capisce che tutti, proprio tutti, sono indispensabili per la vittoria, anche chi è in difficoltà o in quel momento non è impegnato nella performance.
Anche chi non sembra avere talento teatrale o creativo può contribuire efficacemente alla vittoria, così come chi, al momento, non è tanto brillante nello studio

Leggi anche: COM'E' NATO IL CITERÀingranaggio32X - UNA STORIELLA PERSONALEbook libro mini

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